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Prevenzione dei tumori: non dipende solo dallo stile di vita

tumori

Quando si parla di prevenzione dei tumori, il primo pensiero va spesso alle nostre abitudini quotidiane: alimentazione, attività fisica, fumo, consumo di alcol e altri comportamenti che possono influenzare il rischio di sviluppare una malattia oncologica.

Ma la prevenzione del cancro non è soltanto una questione di stile di vita.

Esistono infatti numerosi fattori esogeni, cioè fattori esterni all’organismo, che possono contribuire allo sviluppo di alcuni tumori. Tra questi rientrano anche le esposizioni presenti nell’ambiente e, soprattutto, alcuni rischi legati al lavoro.

Prevenzione oncologica: quanto conta l’ambiente?

Adottare comportamenti salutari rappresenta una parte importante della prevenzione, ma non sempre le condizioni che influenzano la nostra salute dipendono esclusivamente dalle nostre scelte individuali.

L’ambiente in cui viviamo e lavoriamo può infatti determinare l’esposizione a sostanze o agenti potenzialmente cancerogeni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che tra i fattori di rischio per il cancro rientrano anche l’inquinamento atmosferico e le esposizioni professionali a sostanze cancerogene. La prevenzione, quindi, passa anche dalla riduzione delle esposizioni dannose presenti nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.

Questo significa che conoscere il proprio ambiente diventa parte integrante della prevenzione.

Il rischio lavorativo e l’esposizione a sostanze cancerogene

Il luogo di lavoro può rappresentare una fonte di esposizione a diversi fattori di rischio. Alcune sostanze, polveri e fibre sono state associate scientificamente a un aumento del rischio di specifiche forme tumorali.

Tra gli esempi più noti c’è l’amianto, materiale il cui impiego storico ha interessato numerosi settori, soprattutto quello edilizio e industriale.

Secondo l’OMS, tutte le forme di amianto sono cancerogene per l’uomo. L’esposizione può causare, tra le altre patologie, cancro del polmone e mesotelioma, oltre ad altre malattie respiratorie.

Anche l’INAIL – sezione Amianto evidenzia i rischi associati all’inalazione delle fibre di amianto e il loro rapporto con diverse patologie dell’apparato respiratorio.

Amianto e tumore del polmone

L’esposizione all’amianto rappresenta un importante esempio di come un fattore ambientale e occupazionale possa incidere sul rischio oncologico.

Le fibre di amianto possono essere inalate quando materiali che le contengono vengono manipolati, lavorati, danneggiati o rimossi. Per questo motivo il rischio può riguardare non soltanto chi ha lavorato direttamente con l’amianto, ma anche determinate attività di manutenzione, ristrutturazione e demolizione di edifici nei quali questo materiale è ancora presente.

L’IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS, indica l’amianto tra le esposizioni associate al tumore del polmone, insieme ad altri fattori come l’inquinamento atmosferico, i gas di scarico dei motori diesel e i fumi di saldatura.

È importante ricordare che il fumo di tabacco rimane il principale fattore di rischio per il tumore del polmone, ma la prevenzione deve considerare anche le esposizioni professionali e ambientali.

Prevenire significa conoscere i propri rischi

La prevenzione non consiste quindi soltanto nel modificare le proprie abitudini.

Significa anche essere consapevoli dei rischi presenti nel proprio ambiente, sapere se il proprio lavoro comporta esposizioni potenzialmente pericolose e rispettare le procedure di sicurezza previste.

Nel caso dell’amianto, ad esempio, la prevenzione dell’esposizione richiede particolare attenzione durante interventi di manutenzione, ristrutturazione e rimozione dei materiali che lo contengono. L’OMS considera l’eliminazione dell’esposizione la strategia più efficace per prevenire le malattie correlate all’amianto.

Per questo motivo, informazione, formazione e rispetto delle norme di sicurezza rappresentano strumenti fondamentali della prevenzione oncologica.

La prevenzione del cancro è una responsabilità collettiva

Il messaggio centrale è semplice: la prevenzione dei tumori non può essere considerata esclusivamente una responsabilità individuale.

Certo, le nostre scelte quotidiane hanno un ruolo importante. Non fumare, mantenere un peso corporeo adeguato, praticare attività fisica, seguire un’alimentazione equilibrata e limitare il consumo di alcol sono alcune delle strategie riconosciute per ridurre il rischio di cancro.

Ma alcune esposizioni non possono essere controllate completamente dal singolo individuo.

La qualità dell’aria, la sicurezza degli ambienti di lavoro, la gestione delle sostanze pericolose e la corretta bonifica dei materiali contenenti amianto richiedono infatti azioni delle istituzioni, delle aziende e della collettività.

L’IARC sottolinea proprio questo aspetto nel suo lavoro su ambiente, occupazione e cancro: per molte esposizioni ambientali e professionali, le misure più efficaci sono quelle basate sulla regolamentazione, sulla riduzione dell’esposizione e sulle azioni della comunità.

Conclusione: prevenire significa prendersi cura dell’ambiente

Parlare di prevenzione oncologica significa quindi guardare oltre lo stile di vita.

Le nostre scelte personali sono importanti, ma altrettanto importante è conoscere il contesto nel quale viviamo e lavoriamo. Riconoscere i fattori di rischio ambientali e occupazionali, come l’esposizione all’amianto, permette di comprendere che la prevenzione del cancro è un percorso che coinvolge contemporaneamente individuo, aziende, istituzioni e società.

In altre parole, prevenire significa anche conoscere il proprio ambiente e contribuire a renderlo più sicuro.

La prevenzione dei tumori diventa così non soltanto una responsabilità personale, ma una responsabilità collettiva.

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