La prevenzione dopo un tumore resta una parte importante del percorso di salute. Aver ricevuto una diagnosi oncologica e aver concluso le cure significa iniziare una nuova fase, nella quale controlli e assistenza continuano ad avere un ruolo preciso.
In questo contesto si parla di prevenzione terziaria: interventi rivolti a chi ha già affrontato la malattia, con l’obiettivo di ridurre il rischio di ricadute e individuare eventuali recidive. Fonte: AIRC
Che cos’è la prevenzione terziaria in oncologia?
La prevenzione terziaria interviene dopo la diagnosi e il trattamento del tumore. Può comprendere terapie adiuvanti, quando indicate, e controlli finalizzati alla diagnosi precoce delle recidive.
Una recidiva è la ricomparsa della malattia dopo il trattamento. La sorveglianza oncologica serve a cercare eventuali segnali di ripresa e a orientare le decisioni terapeutiche. Gli strumenti utilizzati variano in base al tipo di tumore e alla situazione della persona. Fonte: AIRC
A cosa serve il follow-up oncologico?
Il follow-up oncologico è il percorso di visite e controlli che segue le cure. Oltre alla sorveglianza della malattia, permette di valutare eventuali conseguenze dei trattamenti e affrontare difficoltà fisiche o emotive che possono comparire anche a distanza di tempo.
Gli appuntamenti sono quindi un’occasione per parlare con il team curante del proprio stato di salute, dei sintomi e dei bisogni emersi dopo le terapie. Fonte: National Cancer Institute
Quali controlli fare dopo un tumore?
Non esiste un calendario valido per tutti. Il piano di follow-up dipende dal tumore trattato, dalle terapie ricevute e dalle condizioni generali di salute.
Può includere visite mediche, analisi ed esami strumentali quando necessari. Il team curante stabilisce quali accertamenti siano appropriati e con quale frequenza eseguirli. Avere un piano scritto aiuta a seguire le indicazioni e a conservare le informazioni sul proprio percorso. Fonte: National Cancer Institute
Individuare una recidiva precocemente garantisce la guarigione?
La diagnosi precoce di una recidiva può consentire di valutare prima le possibilità di trattamento, ma non garantisce la guarigione. Le prospettive e le cure disponibili dipendono dalla situazione clinica.
Per questo è importante seguire il programma concordato con l’oncologo, senza interpretare i controlli come una certezza sull’esito futuro della malattia. Fonte: American Cancer Society
Affrontare i controlli anche dal punto di vista emotivo
Il periodo dei controlli può accompagnarsi alla paura che il tumore ritorni. Questa fase merita attenzione anche sul piano psicologico: parlarne con i professionisti che seguono il percorso può aiutare ad affrontare le preoccupazioni e individuare un sostegno adeguato. Fonte: AIRC
La prevenzione continua anche dopo una diagnosi oncologica. Seguire un percorso personalizzato significa mantenere un riferimento per la propria salute e affrontare con il team curante le esigenze che cambiano nel tempo.
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