“Non sento nulla, quindi non ho bisogno di fare controlli.” È un pensiero comune, ma può trasformarsi in un ostacolo alla prevenzione. Alcune forme di tumore, infatti, possono svilupparsi senza causare disturbi evidenti nelle fasi iniziali.
Gli screening oncologici servono proprio a questo: individuare eventuali anomalie o lesioni precancerose nelle persone che non presentano sintomi, permettendo di avviare tempestivamente gli approfondimenti necessari.
Non aspettare che il corpo invii un segnale. Quando previsto per la propria età e il proprio profilo di rischio, partecipare a un programma di screening può rappresentare una scelta importante per la salute.
Che cosa sono gli screening oncologici?
Gli screening oncologici sono programmi di prevenzione rivolti a persone apparentemente sane, appartenenti a determinate fasce di popolazione.
Attraverso esami specifici, consentono di ricercare alterazioni che potrebbero indicare la presenza di una lesione precancerosa o di un tumore in fase iniziale. Un risultato positivo allo screening non equivale automaticamente a una diagnosi di cancro: indica la necessità di effettuare ulteriori accertamenti.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo screening mira a identificare nelle persone senza sintomi anomalie compatibili con uno specifico tumore o con una condizione precancerosa, indirizzandole verso diagnosi e trattamento.
Perché lo screening è importante anche senza sintomi?
L’assenza di sintomi non garantisce l’assenza di una malattia. In alcuni casi, i segnali possono comparire soltanto quando il tumore ha già raggiunto una fase più avanzata.
Lo screening può permettere di:
- individuare alcune lesioni prima della comparsa dei sintomi;
- riconoscere condizioni precancerose che possono essere controllate o trattate;
- aumentare, per determinati tumori, la possibilità di intervenire in una fase precoce;
- ridurre l’impatto delle cure, quando la diagnosi tempestiva consente trattamenti meno complessi;
- migliorare gli esiti di salute all’interno della popolazione coinvolta.
L’OMS sottolinea che, quando un tumore viene identificato e trattato precocemente, può rispondere meglio alle terapie, con maggiori probabilità di sopravvivenza e una minore morbilità. La diagnosi precoce e lo screening, tuttavia, sono due percorsi differenti: la prima riguarda persone che presentano sintomi, mentre il secondo si rivolge a persone asintomatiche.
Quali sono i principali screening oncologici?
I programmi organizzati possono variare in base al Paese, all’età, al sesso, alla storia personale e alle indicazioni delle autorità sanitarie. In Europa, gli screening consolidati riguardano principalmente:
Screening del tumore della mammella
La mammografia viene proposta alle donne appartenenti alle fasce d’età previste dai programmi sanitari. Il suo obiettivo è individuare eventuali alterazioni del seno prima che diventino percepibili.
Screening del tumore del collo dell’utero
Il Pap test e il test HPV consentono di riconoscere alterazioni cellulari o infezioni persistenti da papillomavirus umano associate al rischio di sviluppare un tumore cervicale.
Screening del tumore del colon-retto
La ricerca del sangue occulto nelle feci è uno degli esami utilizzati nei programmi organizzati. In caso di risultato positivo, vengono prescritti ulteriori approfondimenti, generalmente una colonscopia.
Le raccomandazioni europee considerano inoltre l’estensione graduale dei programmi organizzati ad alcuni tumori, tra cui quelli del polmone, della prostata e dello stomaco, quando sussistono condizioni adeguate e sulla base delle evidenze disponibili. Le modalità concrete dipendono dalle politiche sanitarie nazionali e dal rischio individuale.
Screening e diagnosi precoce non sono la stessa cosa
È importante non confondere lo screening con un controllo richiesto in presenza di sintomi.
Lo screening interessa persone che non manifestano disturbi. Se invece compaiono segnali nuovi, persistenti o insoliti, non bisogna aspettare il successivo invito allo screening: è necessario rivolgersi al proprio medico.
Tra i possibili segnali da valutare possono rientrare un nodulo, un sanguinamento non spiegato, un cambiamento persistente delle abitudini intestinali, una tosse che non passa, una perdita di peso ingiustificata o una modifica evidente di un neo.
Questi sintomi possono avere molte cause diverse e non indicano necessariamente la presenza di un tumore. Devono però essere discussi con un professionista sanitario.
Gli screening sono destinati a tutta la popolazione?
La prevenzione deve essere accessibile a tutti, ma ogni esame di screening deve essere proposto alle persone che possono trarne un beneficio dimostrato.
Età, sesso, familiarità, esposizioni e condizioni personali possono modificare il rischio. Per questo non è corretto effettuare indiscriminatamente qualsiasi esame: uno screening deve rispettare criteri di qualità, appropriatezza e sicurezza.
Il Codice europeo contro il cancro invita i cittadini a partecipare ai programmi organizzati per i quali risultano idonei. Chi presenta una storia familiare significativa o altri fattori di rischio dovrebbe parlarne con il medico, che potrà valutare un percorso personalizzato.
Prevenire significa agire prima
La prevenzione oncologica non si limita agli esami. Comprende anche l’adozione di comportamenti che possono contribuire a ridurre il rischio: non fumare, limitare il consumo di alcol, seguire un’alimentazione equilibrata, mantenersi fisicamente attivi, proteggersi dalle radiazioni ultraviolette e aderire alle vaccinazioni raccomandate.
A queste azioni si aggiunge la partecipazione consapevole agli screening. Ricevere un invito e rimandare perché “non si sente nulla” significa fraintendere la loro funzione: lo screening è pensato proprio per intervenire prima della comparsa dei sintomi.
Non aspettare un sintomo
Prendersi cura della propria salute significa informarsi, conoscere i programmi disponibili e aderire agli screening raccomandati.
Verifica quali programmi sono previsti nella tua area, rispondi agli inviti delle autorità sanitarie e confrontati con il tuo medico per valutare il percorso più adatto alla tua situazione.
European Cancer Prevention Organization
La prevenzione comincia prima dei sintomi.
Questo contenuto ha finalità informative e non sostituisce il parere, la diagnosi o le indicazioni di un professionista sanitario.
Domande frequenti sugli screening oncologici
Devo fare uno screening anche se mi sento bene?
Sì, se rientri nella popolazione a cui è raccomandato. Gli screening sono rivolti principalmente alle persone che non presentano sintomi.
Un risultato positivo significa che ho un tumore?
No. Significa che è stata rilevata un’anomalia che richiede ulteriori accertamenti. Solo gli esami diagnostici possono confermare o escludere la presenza di un tumore.
Posso scegliere autonomamente quali screening effettuare?
È consigliabile seguire i programmi organizzati e confrontarsi con il proprio medico. Esami non appropriati possono comportare falsi positivi, sovradiagnosi o procedure non necessarie.
Cosa devo fare se ho un sintomo?
Non aspettare l’invito a uno screening. Rivolgiti al medico per una valutazione clinica, soprattutto se il sintomo è nuovo, persistente o inspiegabile.
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