Ricevere una diagnosi di mutazione BRCA1 o BRCA2 può portare una donna a confrontarsi con scelte importanti sul fronte della prevenzione oncologica. Tra le possibilità da valutare con un team multidisciplinare rientra la mastectomia profilattica, o mastectomia di riduzione del rischio.
Oggi, in pazienti accuratamente selezionate, questo intervento può essere eseguito anche attraverso tecniche chirurgiche innovative, tra cui la mastectomia nipple-sparing robotica. L’obiettivo è integrare prevenzione oncologica, precisione chirurgica e attenzione al risultato ricostruttivo ed estetico.
Mutazione BRCA: cosa significa?
I geni BRCA1 e BRCA2 svolgono un ruolo importante nei meccanismi cellulari di riparazione del DNA. Alcune varianti patogene ereditarie di questi geni sono associate a un aumento del rischio di sviluppare alcuni tumori, in particolare quello della mammella e dell’ovaio.
La presenza di una mutazione BRCA non significa, tuttavia, che una donna svilupperà necessariamente un tumore. Significa piuttosto che il rischio individuale deve essere valutato attraverso un percorso specialistico, considerando storia personale, storia familiare, età e altri fattori clinici.
Per approfondire il tema è possibile consultare le informazioni del National Cancer Institute dedicate a BRCA1 e BRCA2.
Mastectomia profilattica nelle donne con mutazione BRCA
Nelle donne ad alto rischio, la mastectomia bilaterale profilattica può rappresentare una delle strategie di riduzione del rischio da discutere con gli specialisti.
Secondo il National Cancer Institute, la mastectomia bilaterale di riduzione del rischio può diminuire di almeno il 95% il rischio di sviluppare un tumore mammario nelle donne portatrici di una variante patogena BRCA1 o BRCA2. Non può comunque eliminare completamente il rischio, poiché non è possibile rimuovere ogni cellula di tessuto mammario.
La decisione di sottoporsi all’intervento deve essere quindi individuale e inserita in un percorso multidisciplinare personalizzato, dopo un’adeguata valutazione dei benefici, dei rischi e delle possibili alternative.
Che cos’è la mastectomia nipple-sparing?
Una delle tecniche utilizzabili in casi selezionati è la nipple-sparing mastectomy (NSM).
A differenza di altre procedure, questa tecnica consente di preservare l’involucro cutaneo della mammella e il complesso areola-capezzolo, mentre viene rimosso il tessuto mammario indicato dall’intervento.
Alla mastectomia può essere associata una ricostruzione mammaria immediata, realizzata nell’ambito dello stesso percorso chirurgico.
La possibilità di utilizzare una nipple-sparing mastectomy deve comunque essere stabilita dal team chirurgico sulla base delle caratteristiche anatomiche e cliniche della singola paziente.
Chirurgia robotica e mastectomia: cosa cambia?
L’evoluzione della chirurgia mininvasiva ha portato allo sviluppo della mastectomia nipple-sparing robot-assistita.
La chirurgia robotica consente al chirurgo di operare utilizzando una piattaforma tecnologica che offre una visione ingrandita del campo operatorio e strumenti articolati progettati per consentire movimenti estremamente precisi.
Con i sistemi single port, in particolare, gli strumenti robotici possono essere introdotti attraverso un accesso chirurgico limitato e posizionato in modo da risultare poco visibile.
La mastectomia viene quindi eseguita preservando, quando indicato, cute e complesso areola-capezzolo, per poi procedere alla fase di ricostruzione plastica immediata.
Quali possono essere i vantaggi della mastectomia robotica?
Uno degli aspetti che hanno favorito l’interesse verso la chirurgia robotica della mammella riguarda la possibilità di effettuare l’intervento attraverso un accesso chirurgico piccolo e meno evidente.
Le evidenze scientifiche sulla robot-assisted nipple-sparing mastectomy sono in continua evoluzione. Un consensus internazionale pubblicato nel 2025 la descrive come una tecnica promettente, sottolineando allo stesso tempo l’importanza della corretta selezione delle pazienti, dell’esperienza del team e di un’adeguata formazione chirurgica.
Le revisioni scientifiche disponibili analizzano aspetti quali fattibilità, complicanze, risultati oncologici, ricostruzione e soddisfazione delle pazienti. La letteratura più recente continua tuttavia a valutare la tecnica e i risultati nel lungo periodo.
Per questo motivo la chirurgia robotica non deve essere considerata automaticamente la soluzione più appropriata per ogni paziente: indicazione e tecnica chirurgica devono essere definite caso per caso.
Mutazione BRCA: perché è importante un percorso multidisciplinare?
La gestione di una donna portatrice di una mutazione BRCA non si esaurisce nella scelta della tecnica chirurgica.
Il percorso può coinvolgere diversi professionisti, tra cui genetisti, oncologi, chirurghi senologi, chirurghi plastici e altri specialisti, con l’obiettivo di costruire una strategia coerente con il profilo di rischio e con le esigenze della singola persona.
Anche la scelta tra sorveglianza intensiva e chirurgia di riduzione del rischio richiede una valutazione personalizzata.
Quando esiste l’indicazione alla mastectomia profilattica, la chirurgia robotica può rappresentare, nelle pazienti selezionate e nei centri con adeguata esperienza, una delle possibili modalità tecniche di esecuzione dell’intervento.
Prevenzione oncologica, tecnologia e attenzione alla donna
La chirurgia robotica applicata alla mastectomia nipple-sparing rappresenta uno degli ambiti di evoluzione della moderna chirurgia mammaria.
L’obiettivo non è soltanto introdurre una nuova tecnologia, ma utilizzarla quando clinicamente appropriato all’interno di un percorso capace di coniugare prevenzione oncologica, precisione chirurgica, ricostruzione e attenzione al risultato estetico.
Per una donna con mutazione BRCA, ogni decisione relativa alla prevenzione chirurgica deve partire da una valutazione specialistica e multidisciplinare: la tecnologia rappresenta uno strumento, mentre la personalizzazione del percorso rimane centrale.
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